Dal 1905 · Chiaramonte Gulfi, Sicilia
Costruita nel 1905, Villa La Rosa era molto più di un caseggiato. Era il centro della vita quotidiana della famiglia Schininà. Quattro case, due cucine antiche, forni a legna e campi coltivati: un microcosmo della Sicilia più autentica.
Il signor Giuseppe Schininà — affettuosamente "Peppino" — abitava la prima casa, mentre le altre furono lasciate in eredità alle sue figlie. Nelle cucine antiche, le donne preparavano con dedizione pane, focacce e mpanate nei forni a legna. Gli uomini si dedicavano ai campi, incarnando il legame profondo con la terra siciliana.
"Da queste mani laboriose nacque persino il sapone artigianale, fatto con l'essenza del fico d'India — un'arte tramandata per la cura del corpo e della casa."
1905
Fondazione
Il complesso viene costruito come nucleo abitativo per la famiglia Schininà. Quattro case e due cucine con forno a legna ospitano la vita quotidiana: pane, focacce, mpanate, sapone artigianale dal fico d'India. Una piccola comunità autosufficiente, profondamente legata alla terra iblea.
1945
Seconda Guerra Mondiale
Durante i lavori di restauro, le pareti svelano un'eredità silenziosa: proiettili di mitragliatrice, bombe a mano e munizioni risalenti al secondo conflitto mondiale. La vicinanza all'ex base militare americana di Comiso lascia ipotizzare che il caseggiato abbia offerto rifugio ai militari.
1987
Nuovo inizio
La prima delle quattro case passa alla famiglia attuale, avviando un legame profondo con questo luogo e con la sua storia. Inizia lentamente il recupero di una memoria che il tempo rischiava di cancellare definitivamente.
2015
Completamento
Dopo decenni di abbandono, le altre case vengono gradualmente riacquisite. Con l'aggiunta del caseggiato del Signor Fiore nel 2015, il complesso torna finalmente intero. Inizia il restauro, la cura, la rinascita.
Oggi
Rinascita
Dopo decenni di sacrifici e dedizione, Villa La Rosa si erge come un'oasi per i viaggiatori. Ogni angolo racconta la storia di una comunità, di una famiglia e della resilienza che ha portato alla rinascita di questo tesoro siciliano.
Durante i lavori di restauro, le mura di Villa La Rosa hanno restituito qualcosa di inaspettato: proiettili di mitragliatrice, bombe a mano e munizioni risalenti alla Seconda Guerra Mondiale.
Un'eredità silenziosa che lega questo luogo a uno dei periodi più cruciali della storia. La vicinanza all'ex base militare americana di Comiso rafforza l'ipotesi che il caseggiato abbia offerto rifugio ai soldati — una storia dentro la storia, custodita per decenni tra pietra calcarea e silenzio ibleo.
1905
Anno di costruzione
Oltre un secolo di storia custodita tra queste mura di pietra calcarea iblea.
3
Appartamenti
Casa Ulivo, Casa Mandorlo, Casa Carrubbo — ognuno con la sua anima e la sua storia.
10.0
Valutazione media
Aggiornato a Giugno 2026
"Villa La Rosa invita i suoi ospiti a vivere la magia della Sicilia, immergendosi in una storia che parla di autenticità e passione."